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Niente di antico sotto il sole

Progetto di messa in sicurezza della passeggiata storica

  • Committente:
    Comune di Giovinazzo
  • Anno:
    2012
  • Tipo:
    architettura
  • Status:
    in costruzione
  • Team:
    arch. R. Russo, arch. F. Russo
  • Consulenti:
    1x1a, DZ engineering
  • Superficie:
    450 mq
  • Localizzazione:
    Giovinazzo (BA) - Italia
 
Il progetto del lungomare storico nasce dalla consapevolezza di rispondere compiutamente alle esigenze poste dalla Committenza in merito alla messa in sicurezza del tratto di via Marina, spazio pubblico fortemente vissuto,  ma contemporaneamente di rivalorizzare uno dei luoghi più affascinanti della città, dove è stringente sia il rapporto con il paesaggio marino sia con il tessuto storico. Ed è proprio il rapporto con il paesaggio uno dei temi centrali del progetto, che tende a creare una sintesi tra le due situazioni storiche e spaziali che hanno attraversato questo tratto di mura: prima la cortina muraria continua, presente fino agli anni Venti del Novecento, e poi un affaccio diretto verso il mare, con l' inserimento della balaustra negli anni Trenta. Il progetto recepisce questi due aspetti (rapporto diretto con il paesaggio e sicurezza) tanto diversi ma altrettanto fondamentali, e li fonde. La prima operazione consiste nel reintrodurre la cortina muraria, in sostituzione delle balaustre e parapetti esistenti, che garantisce un giusto grado di sicurezza; ma reintrodurre il muro comporterebbe la perdita del  rapporto visivo con il mare; ed è a questo punto che subentra la seconda operazione del progetto ovvero un lungo solco, profondo 50cm, lungo la parte attuale di marciapiede in modo da abbassare la quota di partenza della cortina muraria introdotta e garantire così a chi passeggia lungo via Marina di oltrepassare con lo sguardo la cortina più bassa. A questo punto subentra la terza ed ultima operazione del progetto, il solco viene così definito da una seduta pubblica continua. Per sottolineare maggiormente il rapporto visivo con il porto sottostante la cortina muraria viene scavata da piccole feritoie strombate dall' andamento variabile: queste piccole fessure nel muro diventano piccoli osservatori verso il paesaggio e motivo di illuminazione. Il nuovo piano di calpestio ribassato a quota -0,50 m si configura come nuovo ambito prettamente pedonale e accessibile  tramite due rampe poste a inizio e fine percorso e due gradonate intermedie. Il percorso “in trincea” , che si configura come nuovo spazio pubblico, è visivamente e matericamente definito dalla nuova pavimentazione in pietra di Minervino Murge. Mediante un processo di recupero dei materiali presenti in loco la pavimentazione è frutto di un incontro tra elementi nuovi ed innesti di pavimentazione esistente recuperati: il riutilizzo dei materiali ha garantito il dimezzamento di produzione di CO2 da parte dei mezzi di cantiere e ha alleviato l' impatto di questo sul tessuto urbano limitrofo. I suoi motivi geometrici formano un “mosaico”, come se dallo scavo (di progetto) effettuato emergano i resti di una antica pavimentazione, che raccorda il muro e la seduta pubblica.